Tue, Jul 28 Edizione mattina Italiano
FocusMag.it Focusmag Riepilogo quotidiano
Aggiornato 09:56 16 articoli oggi
Blog Economia Locale Mondo Politica Tecnologia

Eolico Italia – 13.629 MW, Stato Attuale e Prospettive 2030

Matteo Luca Ferrari Russo • 2026-04-09 • Revisionato da Luca Bianchi


L’Italia ha consolidato nel 2025 una capacità installata di circa 13.629 MW eolici, posizionandosi tra i principali produttori europei di energia da vento. Il settore, concentrato prevalentemente nelle regioni meridionali e insulari, ha raggiunto un contributo del 41% sul fabbisogno di rinnovabili, pur mostrando segnali di rallentamento negli ultimi mesi. L’analisi dei dati ufficiali rivela un comparto in fase di transizione, tra obiettivi ambiziosi del PNIEC e persistenti criticità autorizzative.

La produzione eolica nazionale ha conosciuto una crescita sostenuta nell’ultimo ventennio, passando dai 2.971 GWh del 2006 ai 20,92 TWh del 2021, con punte di produzione legate alla variabilità della ventosità annuale. Terna, il gestore della rete elettrica nazionale, certifica l’attuale potenza installata e monitora costantemente l’integrazione della fonte nel sistema energetico nazionale. Il percorso verso i 28 GW fissati dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima al 2030 richiede un’accelerazione significativa degli investimenti e della capacità autorizzativa.

Il presente articolo ricostruisce lo stato dell’arte del settore eolico italiano, esaminando la distribuzione geografica degli impianti, l’evoluzione storica del comparto, le prospettive di sviluppo offshore e le sfide regolatorie che condizionano la raggiungibilità degli obiettivi di decarbonizzazione. I dati utilizzati provengono principalmente da fonti istituzionali quali Terna, GSE e analisi specializzate del settore energetico.

Qual è lo stato attuale della produzione eolica in Italia?

Capacità installata
13.629 MW
🔄
Impianti attivi
6.173
📊
Quota rinnovabili
41%
🏆
Ranking europeo
5° onshore
  • Il 91% della capacità installata si concentra in sei regioni del Centro-Sud e delle Isole
  • I progetti in fase di autorizzazione potrebbero aggiungere circa 29 GW (39 impianti) e ulteriori 16,7 GW annunciati
  • Nel 2025 il nuovo installato ha registrato un calo dell’8% rispetto all’anno precedente
  • L’offshore eolico italiano conta ad oggi solo 30 MW operativi, contro un potenziale di 74 GW
  • Il PNIEC aggiornato al 2024 fissa l’obiettivo di 28 GW eolici al 2030
Anno Capacità (MW) Impianti Produzione stimata Regione leader
2020 10.500 5.800 18,8 TWh Puglia
2021 11.100 5.950 20,9 TWh Puglia
2023 12.320 6.061 21,5 TWh Puglia
2025 13.629 6.173 22,0 TWh* Puglia

*Stima basata sulla produzione media degli ultimi anni, soggetta a variazioni legate alla ventosità annuale.

Dato da considerare

Il divario tra la capacità installata attuale (13,6 GW) e l’obiettivo PNIEC 2030 (28 GW) richiede un incremento di circa 14,4 GW in cinque anni. Considerando che dal 2020 al 2025 sono stati installati mediamente meno di 700 MW annui, il raggiungimento dell’obiettivo appare difficile senza un’accelerazione significativa dei processi autorizzativi.

Dove sono localizzati i principali parchi eolici in Italia?

La concentrazione meridionale: Puglia, Sicilia e Campania

La geografia dell’eolico italiano riflette le caratteristiche anemometriche del territorio nazionale, con una netta prevalenza degli impianti nelle regioni centro-meridionali e insulari. La Puglia mantiene il primato nazionale con 3,10 GW di capacità installata, 1.386 impianti operativi e 1.438 pale eoliche attive. Nel 2020 la regione ha prodotto 4.802 GWh, coprendo il 25,6% della produzione eolica nazionale.

La Sicilia si posiziona al secondo posto con 2,26 GW di capacità installata e 941 impianti, registrando un incremento di 147 MW tra il 2022 e il 2023. La Campania completa il podio delle regioni principali con 1,95 GW e 642 impianti, avendo aggiunto 117 MW nello stesso periodo. La Basilicata, pur non avendo dati separati sulla capacità installata, conta 1.489 pale eoliche, evidenziando un’elevata concentrazione di aerogeneratori nel territorio.

Esempi di impianti significativi

Numerosi parchi eolici di dimensioni rilevanti punteggiano il territorio delle regioni meridionali. In Calabria, il comune di Cortale ospita un impianto con 7 aerogeneratori, mentre nella provincia di Crotone si trovano il parco di Cutro con una potenza di 23-46 MW e l’impianto di Melissa con 16 MW di capacità. Questi impianti contribuiscono in modo significativo alla produzione regionale, sfruttando le favorevoli condizioni anemometriche delle zone costiere e collinari del Sud Italia.

La Compagnia Valdostana delle Acque (CVA) rappresenta un esempio di operatore presente su più aree geografiche: gestisce 8 parchi eolici distribuiti tra Valle d’Aosta, Toscana, Lazio, Campania e Puglia, per una potenza complessiva di 200 MW e una produzione annua di circa 320 GWh. Questa diversificazione geografica rappresenta un’eccezione nel panorama italiano, dove la maggior parte degli operatori si concentra nelle regioni meridionali.

Distribuzione territoriale

Il Nord Italia rimane sostanzialmente marginale per la produzione eolica, a causa di fattori climatici (minore ventosità) e di vincoli paesaggistici più stringenti. Le regioni settentrionali contribuiscono per meno del 10% alla capacità installata nazionale, concentrando gli impianti in alcune aree collinari del Trentino-Alto Adige e della Lombardia orientale.

Come è evoluto l’eolico in Italia nel tempo?

Dagli esordi al boom degli anni 2000

Il primo impianto eolico italiano è entrato in funzione nel 1992, segnando l’avvio di un percorso di sviluppo che avrebbe conosciuto fasi alterne di crescita e stagnazione. L’inizio del nuovo millennio ha rappresentato un punto di svolta per il settore, con il decollo degli incentivi statali che hanno catalizzato investimenti significativi. Nel 2008 il comparto ha raggiunto il picco di 1.000 MW installati in un solo anno, trainato da incentivazioni generose e dalla crescente sensibilità verso le fonti rinnovabili.

La crescita della produzione ha seguito un percorso ascendente: dai 2.971 GWh del 2006 si è passati agli 18.762 GWh del 2020, con un incremento di oltre sei volte in quattordici anni. Nel 2021 la produzione ha raggiunto 20,92 TWh, consentendo all’Italia di posizionarsi al sesto posto tra i produttori europei e al decimo a livello mondiale. L’espansione è stata particolarmente sostenuta nel 2017, quando sono stati installati 359 MW con un aumento del 24% rispetto all’anno precedente, di cui il 30% costituito da mini-pale di potenza inferiore a 60 kW.

La stagnazione post-2013 e la ripresa recente

Lo stop agli incentivi introdotto nel 2013 ha determinato un brusco rallentamento delle nuove installazioni, prolungatosi per diversi anni. I vincoli paesaggistici e i tempi burocratici per l’ottenimento delle autorizzazioni hanno ulteriormente complicato lo sviluppo di nuovi progetti, relegando l’Italia a un ruolo secondario nella classifica europea della crescita eolica. Dal 2022 è nuovamente emersa una fase di ripresa, con 559 MW installati nel 2023, di cui il 93% localizzato nelle regioni meridionali.

L’incremento registrato tra il 2022 e il 2023 ha visto la Puglia aggiungere 152 MW e la Sicilia 147 MW, confermando la centralità del Meridione nello sviluppo del settore. Tuttavia, il calo dell’8% nel nuovo installato registrato nel 2025 indica un rallentamento che solleva interrogativi sulla capacità del sistema autorizzativo italiano di sostenere il ritmo necessario al raggiungimento degli obiettivi europei di decarbonizzazione.

Quali sono gli obiettivi e le prospettive future dell’eolico in Italia?

Gli obiettivi del PNIEC e il gap da colmare

Il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima, aggiornato nel 2024, fissa per il 2030 un obiettivo di 28 GW di capacità eolica installata. Il margine tra la situazione attuale (13,6 GW) e il traguardo da raggiungere ammonta a circa 14,4 GW, una differenza che richiede un’accelerazione significativa rispetto ai ritmi di installazione recenti. L’attuale tasso di crescita annua, pari a circa 600-700 MW, appare insufficiente per colmare il divario entro cinque anni.

Il contributo dell’eolico alla copertura del fabbisogno di rinnovabili si è attestato al 41,7% nel 2024, per poi scendere al 41% nel 2025. Questa lieve flessione, combinata con il calo delle nuove installazioni, evidenzia la necessità di politiche più incisive per sostenere la transizione energetica. I 39 progetti attualmente in attesa di autorizzazione potrebbero aggiungere potenzialmente 29 GW, mentre ulteriori 23 progetti annunciati porterebbero 16,7 GW aggiuntivi, per un totale teorico vicino ai 40 GW.

Il potenziale dell’eolico offshore

Lo sviluppo dell’eolico offshore rappresenta una delle frontiere più promettenti per il settore italiano. Attualmente, l’Italia dispone di soli 30 MW di capacità offshore operativa, una frazione trascurabile rispetto al potenziale identificato. Se i progetti attualmente in fase di valutazione nelle aree marine antistanti Puglia, Sardegna e Sicilia ricevessero approvazione, la capacità offshore potrebbe raggiungere 74 GW, trasformando radicalmente il profilo energetico nazionale.

Questa opportunità si inserisce in un contesto europeo in forte espansione: a livello globale, la capacità offshore ha raggiunto 79,4 GW nel 2024, con una crescita del 5,2% rispetto all’anno precedente. L’Italia, pur partendo da una base estremamente ridotta, potrebbe diventare un protagonista del Mediterraneo grazie alle favorevoli condizioni di vento nelle sue aree marine, sfruttando tecnologie flottanti che consentono l’installazione in acque più profonde rispetto ai tradizionali impianti su fondale.

Fattore critico

I tempi autorizzativi restano il principale ostacolo allo sviluppo del settore. Con soli 67 MW attualmente in costruzione e un pipeline di progetti in attesa che richiederà anni per essere completato, il raggiungimento degli obiettivi PNIEC al 2030 appare incerto senza interventi di semplificazione burocratica e di coordinamento tra i vari livelli istituzionali coinvolti.

Quali normative e sfide influenzano l’eolico in Italia?

Il quadro regolatorio e gli incentivi

Il settore eolico italiano opera all’interno di un quadro regolatorio complesso, definito dal PNIEC e dalle normative europee in materia di rinnovabili. Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) svolge un ruolo centrale nell’erogazione degli incentivi e nella gestione dei meccanismi di mercato che sostengono la redditività degli impianti. Terna, in qualità di Transmission System Operator, monitora l’integrazione della produzione eolica nella rete elettrica nazionale, fornendo dati e analisi essenziali per la pianificazione del sistema.

Tra i principali operatori del settore figurano aziende consolidate come Sorgenia, Gritti Energia e la già citata CVA, accanto ai grandi gruppi energetici nazionali. La competenza nel settore eolico italiano si è progressivamente specializzata, sviluppando expertise nella progettazione, costruzione e gestione di impianti che spaziano dalle piccole turbine per applicazioni residenziali ai grandi parchi industriali da centinaia di megawatt.

Le sfide principali del settore

Le criticità che frenano lo sviluppo dell’eolico italiano sono molteplici e interconnesse. La variabilità della ventosità rappresenta una sfida tecnica intrinseca della fonte, comportando fluttuazioni nella produzione che richiedono flessibilità da parte del sistema elettrico. La concentrazione geografica negli impianti, con il Centro-Nord praticamente escluso dallo sviluppo eolico, genera squilibri nella rete di trasmissione e limita le opportunità di autoproduzione nelle aree industrializzate del Settentrione.

I ritardi autorizzativi costituiscono forse l’ostacolo più significativo: il lungo iter per ottenere le necessarie autorizzazioni ambientali e paesaggistiche allunga i tempi di realizzazione e scoraggia gli investitori. Il fenomeno del NIMBY (Not In My Backyard), ovvero l’opposizione locale a nuovi impianti, si manifesta in particolare nelle aree di pregio paesaggistico, rallentando lo sviluppo anche quando le condizioni anemometriche sarebbero favorevoli. La competizione con altri usi del suolo, dall’agricoltura al turismo, aggiunge complessità alla pianificazione territoriale.

L’importanza del repowering

Il repowering degli impianti esistenti emerge come strategia chiave per incrementare la capacità installata senza ampliare la superficie occupata. La sostituzione di aerogeneratori obsoleti con modelli più efficienti e potenti consente di aumentare la produzione energetica a parità di numero di turbine, ottimizzando lo sfruttamento delle aree già dedicate all’eolico. Questa strategia appare particolarmente rilevante per gli impianti installati negli anni 2000, che potrebbero beneficiare di tecnologie significativamente più performanti.

Timeline dell’eolico in Italia: le tappe principali

  1. 1992 — Primo impianto eolico operativo in Italia, avvio del percorso di sviluppo del settore
  2. 2006 — Produzione di 2.971 GWh, fase iniziale di crescita sostenuta
  3. 2008 — Picco di installazioni con 1.000 MW in un solo anno, boom trainato dagli incentivi
  4. 2013 — Stop agli incentivi, inizio del periodo di stagnazione delle nuove installazioni
  5. 2020 — Produzione raggiunge 18.762 GWh, Puglia leader con 4.802 GWh
  6. 2021 — PNIEC fissa l’obiettivo di 20 GW eolici al 2030 (poi aggiornato a 28 GW)
  7. 2023 — Nuovo installato di 559 MW, ripresa dopo anni di stagnazione
  8. 2024 — Aggiornamento PNIEC con obiettivo di 28 GW al 2030
  9. 2025 — Capacità installata a 13.629 MW, ma calo dell’8% nel nuovo installato

Cosa sappiamo con certezza e cosa resta incerto

Informazioni verificate Elementi di incertezza
Capacità installata di 13.629 MW a fine 2025, certificata da Terna Raggiungibilità dell’obiettivo PNIEC di 28 GW entro il 2030
6.173 impianti operativi, concentrati per il 91% in sei regioni meridionali Tempi effettivi di realizzazione dei 39 progetti in attesa di autorizzazione
Produzione eolica copre circa il 41% del fabbisogno rinnovabili nazionale Sviluppo effettivo dell’offshore, con 74 GW potenziali ma solo 30 MW operativi
Puglia primato nazionale con 3,10 GW e 1.438 pale Andamento delle nuove installazioni nel 2026 e anni successivi
Calo dell’8% nel nuovo installato 2025 rispetto al 2024 Evoluzione del quadro normativo e degli incentivi

Contesto europeo e posizione dell’Italia

Nel contesto europeo dell’energia eolica, l’Italia mantiene una posizione di rilievo nel segmento onshore, classificandosi al quinto posto tra i produttori del continente. Nel 2021, l’Italia disponeva di 11.290 MW di capacità onshore e 30 MW offshore, posizionandosi alle spalle di Germania, Spagna, Regno Unito e Francia. Il confronto con i leader europei evidenzia tuttavia un divario significativo in termini di tasso di crescita, con paesi come Germania e Spagna che continuano ad aggiungere capacità a ritmi superiori.

A livello globale, la capacità eolica onshore continua a crescere con ritmo sostenuto: nel 2017 sono stati installati 52 GW in tutto il mondo. L’espansione dell’offshore ha raggiunto 79,4 GW nel 2024, con una crescita annuale del 5,2%. L’Italia, con il suo potenziale offshore ancora largamente inesplorato, potrebbe giocare un ruolo significativo nel futuro del settore nel Bacino del Mediterraneo, a condizione che riesca a superare le attuali strozzature autorizzative.

La transizione energetica europea pone l’eolico al centro delle strategie di decarbonizzazione, con obiettivi sempre più ambiziosi fissati dal Green Deal. In questo scenario, l’Italia si trova a un bivio: sfruttare le opportunità offerte dalle sue risorse eoliche e marine per raggiungere una posizione di leadership, oppure rimanere intrappolata in una fase di stagnazione che allungherebbe i tempi della transizione e aumenterebbe la dipendenza da fonti fossili importate.

Fonti e riferimenti per approfondire

L’eolico copre circa il 7% della domanda elettrica nazionale, con una tendenza alla crescita che richiede tuttavia interventi strutturali per essere sostenuta nel medio-lungo periodo. Il repowering degli impianti esistenti e lo sviluppo dell’offshore rappresentano le leve principali per incrementare il contributo di questa fonte al mix energetico italiano.

— GSE, Dati e Scenari 2024

Il sistema elettrico italiano ha integrato nel 2023 circa 17,5% di rinnovabili, con l’eolico che contribuisce in modo crescente ma ancora insufficiente rispetto agli obiettivi di decarbonizzazione. La flessibilità del sistema e l’ampliamento delle interconnessioni risultano fondamentali per assorbire la variabilità della produzione eolica.

— Terna, Rapporto sul Sistema Elettrico 2023

In sintesi: le prospettive dell’eolico italiano

L’eolico italiano si trova oggi in una fase di transizione critica, sospeso tra la solida base di 13,6 GW installati e l’ambizioso obiettivo di 28 GW da raggiungere entro il 2030. Il settore ha dimostrato capacità di crescita significativa nel passato, ma deve affrontare sfide strutturali che ne rallentano lo sviluppo: tempi autorizzativi troppo lunghi, resistenze locali, concentrazione geografica e ritardo nell’offshore. Per approfondire il contesto energetico nazionale, si può consultare l’analisi su Energia Italia – Prezzi record e deficit nel 2024. Il raggiungimento degli obiettivi PNIEC richiederà un’accelerazione coordinata tra politiche di semplificazione, investimenti privati e sviluppo delle infrastrutture di rete, in un quadro di crescente competitività internazionale nel settore delle rinnovabili.

Domande frequenti sull’eolico in Italia

Qual è la capacità installata eolica in Italia a fine 2025?

A fine 2025, l’Italia dispone di circa 13.629 MW di capacità installata eolica, distribuiti in 6.173 impianti operativi. La Puglia guida la classifica regionale con 3,10 GW.

Quanto contribuisce l’eolico al mix energetico italiano?

L’energia eolica copre circa il 41% del fabbisogno di rinnovabili in Italia e rappresenta il 7-8% della domanda elettrica nazionale. La produzione annua si attesta intorno ai 22 TWh.

Quali sono le regioni con più impianti eolici?

La Puglia è leader con 3,10 GW e 1.386 impianti, seguita da Sicilia (2,26 GW), Campania (1,95 GW) e Basilicata. Insieme, sei regioni meridionali e insulari concentrano il 91% della capacità nazionale.

Quali sono gli obiettivi PNIEC per l’eolico al 2030?

Il PNIEC aggiornato nel 2024 fissa l’obiettivo di 28 GW di capacità eolica al 2030. Per raggiungerlo, l’Italia deve installare circa 14,4 GW nei prossimi cinque anni, quasi il doppio di quanto installato nell’ultimo quinquennio.

L’eolico offshore ha futuro in Italia?

L’offshore italiano conta oggi solo 30 MW operativi, ma il potenziale è enorme: fino a 74 GW se i progetti in valutazione tra Puglia, Sardegna e Sicilia ricevessero approvazione. Le tecnologie flottanti consentono installazioni in acque profonde, aprendo nuove prospettive nel Mediterraneo.

Quali sono le principali sfide per lo sviluppo dell’eolico italiano?

Le sfide principali includono i lunghi tempi autorizzativi, l’opposizione locale (NIMBY), la concentrazione geografica nel Meridione, la variabilità della ventosità e il ritardo nell’ammodernamento (repowering) degli impianti esistenti.

Chi sono i principali operatori eolici in Italia?

Tra i principali operatori figurano CVA con 8 parchi per 200 MW, Eni attraverso la sua divisione rinnovabili, Sorgenia, Gritti Energia e i grandi gruppi energetici nazionali attivi nel settore delle rinnovabili.

Come è evoluta la produzione eolica italiana negli ultimi anni?

La produzione è cresciuta da 2.971 GWh nel 2006 a 20,9 TWh nel 2021. Dopo la stagnazione post-2013, il settore ha ripreso a crescere con 559 MW nel 2023, pur registrando un calo dell’8% nel 2025.

Matteo Luca Ferrari Russo

Informazioni sull'autore

Matteo Luca Ferrari Russo

La redazione unisce aggiornamenti rapidi e spiegazioni chiare.